Il progetto in sintesi

Sviluppo e implementazione di laboratori musicali ed artistici in Bosnia-Erzegovina.

Il progetto in dettaglio

Introdurre ed utilizzare il potere della musica nei campi profughi e nei centri di asilo per permettere ai minori, accompagnati e non, di iniziare un percorso di resilienza post-traumatico, superare le diverse barriere culturali e linguistiche e integrarsi nelle comunità locali di accoglienza. 

  • Circa 2’000 minori on the move (4-18 anni) e Unaccompanied Asylum-Seeking Children (14-18 anni) accolti presso i campi di accoglienza allestiti nei Cantoni di Una-Sana e Tuzla, e nella regione di Sarajevo; alunni bosniaci (6-14 anni) delle scuole elementari e medie del Cantone di Una-Sana, e/o che partecipano ai programmi di arte-educazione sviluppati da War Childhood Museum Sarajevo e Superar BiH;
  • 4-6 musicisti, insegnanti, educatori e assistenti sociali bosniaci formati per il coadiuvamento dei laboratori musicali sviluppati dall’unità musicale mobile “Music Bus 2”.

Nel 2018-2019, Musicians Without Borders (MWB), anche con il sostegno di Alta Mane, ha modellizzato e implementato il nuovo curriculum Welcome Notes Europe, iniziando a trasferirlo ai giovani musicisti e insegnanti locali (Bosnia-Erzegovina, Germania, Grecia e Italia), e ha consolidato importanti partnership con organizzazioni che operano sul territorio con il fine di integrare il Curriculum nei loro diversi programmi di emergenza migratoria. Nel 2022, MWB intende focalizzare il suo intervento in modo prioritario in Bosnia-Erzegovina, collaborando con due organizzazioni culturali ed artistiche bosniache – War Childhood Museum Sarajevo e Superar BiH – al fine di:

  • Attivare l’unità musicale mobile “Music Bus 2” per l’organizzazione di 108 laboratori musicali destinati a 1’500 minors on the move e UASC (4-18 anni);
  • Organizzare 8-10 laboratori artistico-musicali partecipativi, condotti da Superar BiH, destinati a 250 bambini e giovani, di cui 35-50 bambini bosniaci (6-14 anni);
  • Organizzare 10-11 laboratori di arti visive, condotti da War Childhood Museum Sarajevo, destinati a 250 minors on the move e UASC (4-15+);
  • Modellizzare un approccio metodologico comune, basato sull’arte, teso a potenziare gli attuali curriculum delle tre organizzazioni e a garantire al programma la durabilità e la replicabilità in altri contesti migratori ed emergenziali in Bosnia-Erzegovina.